Rott e Sociale

Il Rottweiler nel Sociale

Non sono cattivo, è che mi disegnano così…

Così ci viene sempre mostrato, ma nessuno ci fa vedere questo

…Dal momento che l’essere intelligente, cioè capace di formare idee, è l’uomo, sta all’uomo imparare a conoscere e a comprendere i metodi di apprendimento e di espressione dei cani e non pretendere di interpretarli come fossero pensati e ragionati da altri uomini.
Inoltre sarebbe opportuno avvicinarsi alle singole razze canine conoscendone le funzioni originarie e le attitudini specifiche per cui sono state nel tempo selezionate.
Se così fosse, ci si renderebbe conto che il Rottweiler è un cane con uno standard caratteriale assolutamente lontano da quelle nefande descrizioni che i mass-media nell’attuazione della regola “sbatti
il mostro in prima pagina per fare audience” ne forniscono ogni qual volta che l’irresponsabile gestione di qualche sciocco proprietario è causa d’incidente…

Carla Romanelli Lensi

Rottweiler e Pet Therapy

Il precursore della pet therapy è stato lo psichiatra Levinson che notò come la presenza del suo cane durante le sedute facilitava l’interazione con il paziente.

La principale associazione nel settore della pet therapy, e in genere delle attività assistite con gli animali, è la Delta society che ha sede negli Stati Uniti.

La pet therapy è l’interazione tra persone con disturbi psico-fisici (malati psichiatrici, persone down, autistiche, anziani, persone anoressiche, malati di cuore, malati oncologici…) con l’animale.

Questo rapporto, generalmente sereno e privo di barriere, favorisce le relazioni con il mondo esterno e con la realtà.

Le attività di pet therapy si distinguono in AAA attività assistite con animali che hanno finalità essenzialmente ludiche, relazionali e di svago e TAA Terapie Assistite con Animali che hanno finalità ben precise riabilitative e terapeutiche.

Entrambe, per una maggiore riuscita, vengono studiate in equipe che è composta dall’istruttore/ conduttore dell’animale, dal veterinario e da figure professionali mediche riabilitative come ad esempio psicologi, psichiatri, logopedisti, fisioterapisti, psicoterapeuti della riabilitazione.

Il ruolo del conduttore è sia quello di garantire che l’animale non rechi danno ai pazienti e viceversa, sia quello di istruire il cane, che diventa stimolo di interazione con la persona, in modo da favorire il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Il ruolo delle figure professionali è quello di indicare come rapportarsi ai singoli pazienti, dare delle indicazioni sugli obiettivi che si vogliono raggiungere, sulle necessità delle singole persone.

Perchè il cane

Le attività \ terapie con animali hanno lo scopo di far interagire persone con disturbi psico-fisici con animali, in particolare il cane è considerato uno dei più adatti per la sua innata vicinanza all’uomo. Il rapporto uomo- cane è caratterizzato da una spontaneità reciproca che evita la creazione di barriere e favorisce la comunicazione a tutti i livelli. I pazienti non si sentono giudicati, ma rassicurati e accettati. Il cane per sua natura riesce a trasmettere affetto e simpatia senza invadere la sfera della persona, senza imporsi e senza pretendere. L’incontro con il cane diventa quindi per il paziente occasione di svago, di contatto con la realtà, ma anche occasione di movimento, stimolo a parlare, a confrontarsi, a uscire dal proprio “guscio”.

Tipologia di cani utilizzati

I cani di tutte le razze canine (anche meticci), purché adeguatamente addestrati e guidati, possono essere dedicati alla pet therapy. Ogni cane ha il suo carattere, la sua indole e in base a questo instaura rapporti diversi. Un addestratore attento sa capire che tipo di cani utilizzare in base alle occasioni, alle persone, al momento. E’ indispensabile saper rispettare i tempi e i percorsi dei singoli pazienti.

I risultati

In rapporto alla tipologia di persone e di disturbi si possono ottenere diversi tipi di risultati come ad esempio una maggiore consapevolezza e attinenza alla vita reale derivate da una responsabilizzazione nei confronti dell’animale (spazzolarlo, lavarlo…) o dal piacere nel ricordarsi dell’appuntamento con “l’amico cane”. Spesso il paziente acquista autostima perché si sente accettato e si rende conto di essere utile e capace. Grazie al rapporto con l’animale si favorisce il processo di socializzazione con le altre persone e quindi di accettazione dell’altro e disponibilità al contatto fisico. Inoltre giocare, avere cura di un animale è occasione naturale per muoversi e fare attività fisica.

Ricerche scientifiche hanno dimostrato che nei programmi di AAA e TAA si possono riscontrare i seguenti risultati:

· diminuzione della pressione arteriosa

· riduzione dei comportamenti aggressivi

· migliore capacità di comunicazione sia linguistica che mimico gestuale

· aumento delle relazioni interpersonali

· aumento dei tempi attentivi e di concentrazione

· aumento del tono dell’umore e di motivazione accrescimento della propria autostima e   autosufficienza

· riduzione dello stress

Francesco Pavone

The Flying Black Dog